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Genitori - Le fragilità di oggi

16.10.2017 11:05
Categoria: Agenda 2017/18

«Spero di riconquistare la fiducia dei miei genitori.» È una frase di Mirko. Christian, due file di banchi più indietro, lo appoggia convinto, prima ancora che con le parole, attraverso lo sguardo. Fissa il compagno come per dirgli: hai centrato il bersaglio. (Eraldo Affinati)

«Spero di riconquistare la fiducia dei miei genitori.»
È una frase di Mirko.
Christian, due file di banchi più indietro, lo appoggia convinto, prima ancora che con le parole, attraverso lo sguardo. Fissa il compagno come per dirgli: hai centrato il bersaglio.
Considerando la buona fede di cui fanno mostra, mi vengono i brividi. E così, mentre prendo atto dei giusti propositi da loro esposti, vedo passare davanti agli occhi i padri e le madri che ho conosciuto, gli stessi i quali dovrebbero accertare gli sforzi compiuti dai figli. Fino a qualche tempo fa incontravo signori di mezza età che si sedevano compunti e fiduciosi di fronte a me, pronti ad ascoltarmi; non credo fossero migliori di quelli venuti dopo, ma sembravano più sereni, anche se un paio di ex studentesse mi hanno recentemente inviato alcune mail per dirmi proprio il contrario: da adolescenti non si sentivano capite in famiglia, anzi erano ostacolate, e per fortuna che se ne sono andate!
Oggi i genitori degli studenti sono ragazze fragili col trucco troppo vistoso e i vestiti non appropriati, giovanotti ricoperti di tatuaggi, commesse dall’aria scarmigliata, operai in tuta, meccanici con le mani sporche di grasso, badanti che in genere non trovano nemmeno il tempo di venire a parlare con i professori. Hanno le facce stanche, l’aria indaffarata, lo sguardo spento. Molto spesso litigano davanti al figlio formulando la classica frase dell’educazione sbagliata:
«di cosa ti puoi lamentare? non ti abbiamo mai fatto mancare niente!»
oppure l’altra, se possibile ancora peggiore:
«tu non sai i sacrifici che abbiamo dovuto fare per te. E questa è la tua ricompensa?»
Ce ne sono perfino certi che sembrano a posto, ma poi se avvicini la lente d’ingrandimento scopri il verme dentro la mela: ipocrisie costruite nel tempo come barricate per difendersi dalla deflagrazione del proprio desiderio. Gli adolescenti portano in viso il segno di quelle ferite interiori.
Continuo a restare sorpreso dalla capacità di reazione dei miei scolari: attingono a una forza che li trascende. Mirko e Christian, entrambi bocciati in seconda media, dicono di voler riconquistare la fiducia dei genitori, ma ancora non sanno che dovranno fare molto di più: prenderseli sulle spalle e metterli al riparo. Sono già in azione: ogni volta che ricevono una nota è come se li richiamassero all’ordine.

da Elogio del ripetente (Mondadori, 2013)