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Auguri presidente Mattarella, il nostro «temporeggiatore»

23.07.2019 08:55

Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella compie 78 anni, ci uniamo agli auguri di buon compleanno pubblicando la bella lettera inviata al direttore di Avvenire da Paola Severini Melograni, giornalista, fortemente impegnata nel terzo settore, che del Presidente mette in risalto le doti di saggezza di cui quotidianamente dà testimonianza in un Paese "smarrito, triste, incattivito" (Avvenire, 23 luglio 2019)

Caro direttore,
oggi, martedì 23 luglio, il presidente Sergio Mattarella compie 78 anni. Ha superato la boa della metà del suo mandato, che scadrà nel febbraio del 2022. In occasione di altri suoi compleanni ho inviato ad "Avvenire" riflessioni che sono andata a rileggere: Mattarella simile a Pertini nella popolarità (pur se lo stile è assai diverso); Mattarella ispirato da Tommaso Moro (ma in maniera differente da Cossiga), infine Mattarella di colpo solo, come lo sceriffo Will Kane in "Mezzogiorno di Fuoco", nel 2018, in occasione della formazione del Governo (e poi, subito dopo invece, sostenuto da una vasta maggioranza di connazionali), perché questi 4 anni hanno messo più volte alla prova l’uomo, il politico, il cristiano.
Questo Presidente, più dei suoi predecessori, ha deciso di rivolgersi anche al mondo della solidarietà, al Terzo settore, e ha avuto il coraggio di battersi per evidenziare «che i buoni sentimenti non sono retorica ma ci permettono di sentirci comunità, rispettosi gli uni degli altri». Ricucire una comunità dove di comune sembrava essere rimasto solo l’astio e la rabbia non è impresa semplice. I sondaggi ci dicono che la fiducia che gli italiani nutrono nei suoi confronti è la più alta rispetto a ogni altra figura politico-istituzionale: oggi Mattarella è amato e stimato pure da coloro che, ai tempi delle sua elezione, lo avevano avversato. Merito della pacata e paziente capacità di agire, sopportando e arbitrando anche passioni sterili e sconsiderate in un tempo in cui la "pancia" tende a prevalere su testa e cuore.
Stavolta, tra le reminiscenze liceali, ricorro a Fabio Massimo il Temporeggiatore. Un Console che all’inizio fu criticato dai Romani – come riportano sia Cicerone sia Polibio – ma che comprese presto che doveva governarli e insieme educarli, abituarli alla riflessione e alla pazienza. E ci riuscì al punto da essere confermato nella carica per ben 5 volte. Certo, un metodo che mette al primo posto la riflessione sembra non adatto a tempi tumultuosi e veloci come questi, e invece è necessario e non solo per chi svolge il ruolo di arbitro. Il principale compito del Presidente è riportarci alla realtà: in un Paese smarrito, triste e incattivito, chi ci invita alla saggezza e alla riflessione, e ne fa uso in qualità di garante, ci salva.
Proprio sabato scorso la Rai, grazie al meritorio lavoro di archiviazione che le Teche (lo sconfinato archivio dell’azienda) portano avanti, ci ha permesso di rivedere come eravamo, durante i "giorni della Luna", 50 anni fa. Dovremmo farlo un po’ più spesso: rivedendoci ci rendiamo conto che eravamo una nazione fatta di persone piene di speranze. E stavano arrivando "leggi di civiltà" come la Riforma Sanitaria, la Scuola per tutti, la tutela dei minori, lo Statuto dei lavoratori... Non tutto è andato come ci aspettavamo o come avremmo voluto.
E tuttavia non dobbiamo mai dimenticare che la nostra società europea attuale, come scrive Popper, è la migliore e la più giusta di cui si abbia conoscenza in tutta la storia. E in Italia, il nostro sistema costituzionale con i suoi pesi e contrappesi, e il ruolo che la figura del Capo dello Stato ricopre, ci permette di non indulgere a tentazioni di semplificazione dei percorsi che potrebbero, (come è accaduto e sta accadendo in alcuni Paese dell’Est) condurre alla demolizione dei rapporti politici e umani fra le persone.
Grazie all’equilibrio e all’esempio concreto – prova provata la disponibilità della tenuta presidenziale di Castelporziano che ha destinato al mondo della disabilità e agli anziani –, grazie al continuo incontro e riconoscimento degli "eroi del quotidiano", grazie a uno stile fatto di sobrietà e riservatezza, il "nostro" Fabio Massimo difende la Repubblica. Dobbiamo solo augurare a tutti noi di continuare a stargli accanto, da concittadini. Auguri, Presidente.