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ADDIO A PIERRE CARNITI

Morto Pierre Carniti, grande protagonista della storia sindacale e politica

5 giugno 2018. Se n'è andato oggi, all'età di 81 anni, Pierre Carniti, uno dei leader più prestigiosi della CISL e sicuramente uno dei più grandi protagonisti nella storia sindacale del nostro Paese. Alla guida dei metalmeccanici nella stagione delle grandi lotte operaie alla fine degli anni sessanta, diventò segretario generale della CISL nel 1979, rimanendo in carica fino al 1985. "È un momento di dolore e grave lutto per la Cisl e per tutto il movimento sindacale italiano”, afferma la segretaria generale della CISL Annamaria Furlan.
Pierre è stato per i lavoratori italiani e per tutti noi - aggiunge - un punto di riferimento costante ed una guida morale e politica. E’ stato un sindacalista che ha segnato con la sua azione sindacale davvero un’ epoca. Lascia un vuoto enorme nella società italiana. Non lo dimenticheremo mai”.
Il 6 dicembre del 2016 la CISL gli aveva reso omaggio, in occasione dei suoi ottant'anni, con un'iniziativa, onorata dalla presenza del Presidente della Repubblica, all'Auditorium Antonianum di Roma. Per l'occasione era stato presentato il libro "Pensiero, azione, autonomia", a cura di Mario Colombo e Raffaele Morese per le Edizioni Lavoro, una raccolta di saggi e testimonianze per Pierre Carniti (tra gli altri Chiara Saraceno, Tiziano Treu, Antonio Pizzinato, Franco Marini e Carole Beebe Tarantelli).
Con un discorso che ne aveva riproposto la grande carica di lucidità e passione, Carniti aveva voluto ribadire la centralità del tema lavoro e, ricordando la sua esperienza, l'aveva definita "un'avventura invidiabile, come quella di un'intera generazione per cui l'impegno sociale e sindacale è apparso più bello del denaro, del successo privato, dell'entrata nel mondo del censo e del potere tradizionali".
La CISL Scuola, attraverso le parole della sua segretaria generale Maddalena Gissi, rende omaggio alla figura di Pierre Carniti, "testimone e riferimento importante per quanti credono nel valore di un impegno sociale di cui ci lascia un così alto esempio".
Dal link, la registrazione del suo intervento all'Antonianum del 6 dicembre 2016.

Le parole di Annamaria Furlan ai funerali di Pierre Carniti

Di seguito il testo del saluto commosso di Annamaria Furlan a Pierre Carniti durante i funerali svoltisi nella chiesa di S. Teresa d'Avila a Roma giovedì 7 giugno 2018.

"Siamo qui oggi in tanti, commossi e addolorati per aver perso un amico fraterno. Siamo qui per dare l'estremo saluto a Pierre Carniti, un grande uomo, uno straordinario sindacalista che ha segnato davvero un'epoca, lasciando un’impronta indelebile nelle relazioni sindacali, cambiando in meglio la vita di milioni di lavoratrici e lavoratori del nostro Paese. Carniti ha incarnato nella sua vita, nel suo stile sobrio, con quell'eloquio travolgente, pieno di passione, nelle sue azioni spesso controcorrente, nei tanti accordi che ha firmato, un modello di sindacalista che tutti hanno sempre rispettato. Anche quelli che non la pensavano come lui. In tanti in queste ore, autorità istituzionali, politici, sindacalisti, ma soprattutto tante lavoratrici e lavoratori, hanno testimoniato alla sua famiglia, ed alla Cisl che era parte della sua famiglia, affetto, vicinanza, dolore profondo per la scomparsa di Pierre.Carniti ci ha dato tantissimo , sempre vicino alla Cisl ed a tutto il movimento sindacale, indicandoci percorsi di crescita, di maggiore equità nella distribuzione del lavoro e della ricchezza, di giustizia sociale, valori che rimangono oggi di straordinaria attualità. Come ha ricordato il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Carniti è stato leader e maestro. Era orgoglioso di aver dedicato al sindacato la propria vita, di aver realizzato nel sindacato la propria forte personalità. Era un uomo di saldi proncipi che aveva svolto il suo difficile compito in una stagione di aspri conflitti sociali ma sempre facendo prevalere il senso di responsabilità. Sia quando ricercò invano l'unità sindacale, sia quando il suo dissenso costruttivo fu artefice del cambiamento. Non tocca a noi dare giudizi storici. Ma Carniti è stato uno straordinario innovatore, un anticipatore dei fenomeni sociali, rappresenterà sempre un esempio per quanti ancora oggi si propongono di comprendere i mutamenti della società ed indirizzarne il percorso. Per tutti noi ha rappresentato una grande lezione di vita e di militanza. Ha dato prestigio, autorevolezza, autonomia alla Cisl. Ecco perché non lo dimenticheremo mai e lo porteremo sempre con noi, nei nostri cuori e nella nostra memoria, ogni giorno, ogni giorno, indicandolo anche ai giovani come un modello e un esempio di impegno sociale e civile. I giovani che Pierre amava tanto e ai quali ha dedicato, pochi giorni fa, la sua ultima lettera alla Cisl presso il Centro Studi di Firenze, la nostra, la sua Scuola!Caro Pierre, continueremo a batterci, anche a nome tuo, per un progresso sociale ed economico che non tagli fuori nessuno, per un vero cambiamento del mondo del lavoro, capace di includere tutti, uomini, donne, giovani, anziani, immigrati. Questo era il grande sogno e il lascito di Carniti, il suo testamento morale. E noi cercheremo di rispettarlo, con coerenza, senso di responsabilità, umiltà, autonomia nelle scelte, come lui ci ha insegnato.Ciao Pierre, che la terra ti sia lieve".

L'omelia del Celebrante, mons. Enrico Feroci

Ci siamo ritrovati qui questa mattina per dare l’ultimo saluto al nostro fratello Pierre…presentarlo davanti al volto di Dio, per ringraziare il Signore di avercelo dato… Io non ho avuto la fortuna di incontrarlo di conoscerlo personalmente…. Molti di voi qui presenti sarebbero più qualificati di me per tratteggiare la figura, la personalità, la spiritualità, il servizio di Pierre a difesa degli ultimi. Molto bella la definizione che ho trovato sui giornali: “Cattolico impegnato ed un operaista”.
Io sono stato invitato a presiedere questa Eucaristia – credo - per il mio servizio nella Caritas di Roma, in nome della “Caritas“, che vuol dire carità come amore per Dio e inseparabilmente amore per l’uomo, immagine e somiglianza di Dio fino dalla prima pagina della scrittura ebraico-cristiana.
Coloro che mi hanno chiesto questo servizio, ricordando i pensieri di Pierre Carniti  “l’ occuparci dei più deboli, l’andare oltre la quotidianità del mestiere, ridistribuire il lavoro e la ricchezza, il governare i nuovi processi di digitalizzazione, costruire un mondo migliore, con un po’ più di uguaglianza e di giustizia sociale” lo hanno visto come l’uomo, il cristiano che, avendo ascoltato le parole di Cristo “…va e anche tu fa lo stesso” può certamente essere definito il difensore dei poveri.
Non lo ho conosciuto di persona, dicevo, ma chi lo ha conosciuto e frequentato mi dice che Pierre Carniti è stato un vero servitore anche della carità, dell’amore sostanziale, senza ostentazioni di sorta, come capacità di pensare agli altri, di difendere gli altri che sono senza difesa, di reclamare in nome degli altri, soprattutto dei poveri, dei giovani, degli abbandonati da tutti. Una volta si parlava di classe operaia e i sindacati apparivano da quella parte, oggi non si parla più di classe, ma i poveri, uomini e donne, i giovani e disoccupati e senza reddito, gli immigrati senza accoglienza ci sono sempre, e sempre di più…che bussano non solo alle nostre porte ma soprattutto alla nostra coscienza.
Diamo l’ultimo saluto a Pierre Carniti: chi con lui ha lavorato anche intellettualmente, mi dice che la sua fede cristiana era autentica, senza clericalismi, senza cedimenti nostalgici, senza richiesta di tutele clericali dove non sarebbero state giuste: mai la fede al servizio del potere e neppure strumentalmente usata per la lotta contro i poteri ingiusti. Laicità cristiana come capacità di distinguere ciò che è di Cesare e dei governati da Cesare, ogni Cesare legittimo e rispettoso della libertà dovuta, e ciò che è di Dio e tocca la profondità della coscienza libera di ogni persona e soprattutto delle persone che pur cittadini come tutti hanno particolare bisogno di essere difesi.
Leggo le agenzie su di lui: “sindacalista puro”! Che vuol dire, che nel suo caso, quella purezza è davvero realtà constatata da tutti. Lo dice chi ha vissuto con lui: nessuno mai ha potuto impadronirsi del pensiero, dei sentimenti e del cuore di Pierre Carniti, che da lontano appariva sempre controllato e persino sempre ironico con chi pretendeva di essere lo scopritore delle novità strumentali…
Dove collocarlo allora, con rispetto e amicizia – siamo qui anche per questo – in questo pensiero di saluto che avviene nella luce della fede e della promessa di resurrezione? La mia mente va spontaneamente a due pagine del Vangelo.
La prima è quella delle Beatitudini che annuncia il rovesciamento dei criteri del potere mondano: “beati i poveri nello Spirito”, che non vuol dire quelli che fanno finta di essere poveri ma poi vivono diversamente, anche alle spalle dei veri poveri. Vuol dire anche e soprattutto coloro che si fidano totalmente della loro coscienza illuminata dalla fede reale, magari non esibita, da sfidare l’apparenza contraria di questo mondo: di essi è il Regno dei Cieli… Ma qui ed ora non basta!
C’è un’altra pagina del Vangelo che forse disegna ancora meglio la realtà di quello che può essere visto in tutta l’opera di una persona come Pierre Carniti: cristiano integrale, lui aveva capito, magari senza neppur mai soffermarsi con particolare insistenza, quello che abbiamo ascoltato poco fa nel Vangelo di Matteo al capitolo 25. Papa Francesco ha detto spesso che “qui è il nucleo cui nella fede 2 cristiana tutto si riduce”! Il significato di quel “beati”, di quel “venite benedetti dal Padre mio perché avevo sete e mi avete dato da bere, avevo fame mi avete dato da mangiare, ero nudo e mi avete vestito, ero forestiero e mi avete accolto”… dice che ciò che conta non è che, magari, hai frequentato il tempio, ogni tempio laico, e ce ne sono anche troppi, e anche religioso, ma non hai riconosciuto la presenza del Dio vero nel piccolo abbandonato, nel povero disprezzato, nell’affamato lasciato morire, e nell’immigrato abbandonato alle onde del mare che chiamiamo “nostrum”, diventato un cimitero all’aperto..
Allora …la verità è altra: “quello che avete fatto a uno di questi piccoli lo avete fatto a me!” Ecco. Qui ed ora, in questo saluto comune e diversificato in tanti di noi, si potrebbe quasi affermare che tutta l’azione e tutto il pensiero – c’era!
Un pensiero colto e informato, curioso… qualcuno ha scritto di lui “intellettuale raffinato” – di Pierre Carniti possono riassumersi nella coscienza forte, magari non spesso proclamata, ma avvertita come essenziale del fatto che quello che conta nella vita di ciascuno di noi non è solo e non tanto conoscere Dio, ma soprattutto riconoscerlo nell’ultimo, dimenticato da tutti, che ci si presenta davanti, nel disoccupato che chiede di essere difeso, nel piccolo che chiede di essere protetto, nell’anziano che corre rischio di essere abbandonato.
Venite benedetti dal Padre mio perché è vostro il regno dei cieli”: una parola di speranza eterna che non contrasta le speranze terrene, ma le alimenta con il servizio agli ultimi. Questo – pare una novità, ma è Vangelo – vuol dire, conoscendolo o non conoscendolo, essere veramente al servizio di Dio e riconoscere nell’uomo che ti si accosta l’immagine di Dio. E questa è anche la condizione per riconoscere e rispettare nel modo dovuto quella immagine di Cesare che è stampata sulle cose di questo mondo: è la laicità autentica vissuta da un credente, da un cristiano, da un sindacalista e riconosciuta da tutti noi qui. La riconosciamo nel ricordo di una vita che è stata autenticamente al servizio, anzi un servizio all’uomo nella luce più o meno esplicitamente riconosciuta della stessa presenza di Cristo Salvatore.
Prima di terminare permettetemi, però, che io mi faccia ad alta voce una domanda: cosa avrebbe detto Pierre Carniti – oggi - dell’uccisione – domenica scorsa - di Soumayla Sacko, che viveva nella “lamieropoli” nella piana di Gioia Tauro? Cosa avrebbe gridato davanti alla tendopoli, che tutti guardano ma nessuno vede, dove vivono tanti migranti costretti a lavorare in condizioni di schiavitù. Di Soumayla Sacko hanno scritto: “ era un cittadino, un bracciante, aveva una figlia di cinque anni. Era impegnato nella lotta allo sfruttamento ed lavorava per un salario di tre euro l’ora al giorno. Era un uomo, un lavoratore e, un sindacalista. E’ stato assassinato”. Si sono certamente incontrati – morti quasi nello stesso momento - davanti al volto di colui che tutti ama.
Per Pierre preghiamo. Ma anche per tutti i Sacko, che Pierre ha difeso in vita. Al Signore raccomandiamo qui la realtà vissuta e da noi stimata ed amata di Pierre: sindacalista puro, cristiano convinto senza clericalismi, intellettuale capace di servire gli ultimi senza dimenticare nessuno. Riposi in pace!

Pensiero, azione, autonomia. Saggi e testimonianze per Pierre Carniti

Un grande abbraccio a Pierre Carniti, che ha da poco compiuto i suoi 80 anni, è venuto il 6 dicembre scorso dalla Cisl, da lui guidata fra il 1979 e il 1985, che gli ha reso omaggio con un'iniziativa, onorata dalla presenza del Presidente della Repubblica, all'Auditorium Antonianum di Roma. Per l'occasione è stato presentato il libro "Pensiero, azione, autonomia", a cura di Mario Colombo e Raffaele Morese per le Edizioni Lavoro, una raccolta di saggi e testimonianze per Pierre Carniti (tra gli altri Chiara Saraceno, Tiziano Treu, Antonio Pizzinato, Franco Marini e Carole Beebe Tarantelli) . Il testo propone anche una biografia che lo stesso Carniti ha affidato alla stesura di Paolo Feltrin.
A fianco di Carniti, insieme alla segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan e a Raffaele Morese, erano sul palco anche Romano Prodi e Leonardo Becchetti, entrambi intervenuti nel corso della manifestazione.
Pierre Carniti, con un discorso che ne ha riproposto la grande carica di lucidità e passione, ha ribadito la centralità del tema lavoro e, ricordando la sua esperienza, l'ha definita "un'avventura invidiabile, come quella di un'intera generazione per cui l'impegno sociale e sindacale è apparso più bello del denaro, del successo privato, dell'entrata nel mondo del censo e del potere tradizionali".
Non sono mancati gli accenni alla più immediata attualità sindacale; riferendosi ai recenti accordi dei metalmeccanici e del pubblico impiego ha detto di scorgervi finalmente il segno di un'inversione culturale delle controparti per il riconosciuto valore delle relazioni sindacali che quelle intese contengono. Uguaglianza e unità del mondo del lavoro devono continuare a rappresentare per Carniti precisi punti di riferimento per l'azione del sindacato anche nel difficile contesto di oggi.
"La Cisl continuerà a lavorare per gli accordi unitari mettendo al centro la persona e la qualità del lavoro. Dobbiamo essere all'altezza del cambiamento come fece Carniti, perché è con gli accordi che si costruisce l'unità". Così Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, nel suo intervento conclusivo, nel corso del quale ha ringraziato della sua presenza il Capo dello Stato, con un breve accenno anche al difficile compito che lo attende per la soluzione della crisi politica apertasi con le dimissioni di Renzi. 

Dai link sotto riportati è possibile accedere alla registrazione video, curata per la Cisl da Labor TV, di tutti gli interventi della giornata sul tema "Il lavoro che sarà, per tutti". 

Raffaele Morese

Pierre Carniti

Leonardo Becchetti

Romano Prodi

Annamaria Furlan