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La Cisl sulla legge di stabilità: insufficiente a sostenere il Paese

23.12.2012 09:58

Più la difesa di interessi corporativi e localistici che un vero sostegno al Paese. Così la Cisl sulla legge di stabilità. L'equità fiscale resta obiettivo prioritario anche nel confronto col nuovo governo.

"La legge di stabilità, passata da 210 a 544 commi, è lo specchio fedele di un Parlamento italiano più propenso a difendere i propri interessi corporativi e localistici piuttosto che affrontare in maniera seria e responsabile i problemi del paese". Così afferma una nota della segreteria confederale della CISL, che sui contenuti del provvedimento ha anche predisposto una scheda di lettura.

"Nella legge stabilità" - si legge ancora nella nota - "ci sono poche luci e molte ombre, come in tutte le leggi di bilancio approvate dal Parlamento negli ultime anni. Purtroppo le misure anti crisi risultano ancora insufficienti a sostenere il paese nella difficile congiuntura economica e finanziaria, considerata l'esiguità delle risorse stanziate (meno di mezzo punto percentuale di Pil)".

Per la Cisl sono certamente fatti positivi l'introduzione della Tobin Tax (la tassa sulle transazioni valutarie) e la detassazione del salario di secondo livello, due provvedimenti coerenti con le richieste della Cisl, che sono stati fortemente osteggiati durante l'iter parlamentare, da destra e da sinistra. Sono state anche recuperate le risorse per gli ammortizzatori in deroga e per i contratti di solidarietà, sui quali la Cisl ha fortemente spinto per una soluzione che tranquillizza migliaia di lavoratori a rischio di licenziamento.

L'aspetto più negativo della legge di stabilità sono i provvedimenti in materia fiscale perché le risorse inizialmente previste dal Governo per ridurre il carico fiscale dei lavoratori dipendenti e pensionati sono state modificate dal Parlamento, producendo al contrario una riduzione dei benefici per le famiglie senza figli, gli incapienti ed i pensionati. Sono state del tutto vanificate le proposte del Governo sulla riduzione dell'Irpef. Una vera beffa per i cittadini italiani di cui il Parlamento si è reso responsabile per puro calcolo elettorale.

Uno studio approfondito e dettagliato sui veri effetti della manovra approvata dal Parlamento per le famiglie, i lavoratori e i pensionati è stato predisposto dal dipartimento della Cisl per le politiche fiscali. "Il Parlamento ha cancellato, per puro calcolo elettorale, i vantaggi della riduzione dell'Irfep per i lavoratori, le famiglie senza figli, gli incapienti ed i pensionati" - sostiene Raffaele Bonanni - "avvantaggiando invece solo le imprese che ottengono sgravi importanti anche sull' Irap. Si tratta di una vera beffa per i contribuenti che non riceveranno alcun beneficio fiscale nei prossimi anni".

"Ecco perchè la Cisl, durante la campagna elettorale" - sottolinea ancora Bonanni - "incalzerà tutti i partiti sul tema della ineludibilità della riforma fiscale, rivedendo anche la tassazione sulla prima casa, riforma fiscale che rimane oggi lo strumento indispensabile per rilanciare lo sviluppo e redistribuire equamente la ricchezza nel nostro paese. Non faremo sconti a nessuno su questo tema, fino a quando non raggiungeremo l'obiettivo di una sistema fiscale che faccia pagare di più a chi guadagna di più e pagare meno tasse a chi possiede di meno" .