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No al lavoro nelle feste

20.12.2017 10:32

Occorre correggere l'eccessiva deregulation degli orari di apertura degli esercizi commerciali. Per questo serve riaffidare questa competenza alla contrattazione decentrata tra comuni, aziende e sindacati in modo da garantire la giusta flessibilità negli orari, una maggiore retribuzione per i lavoratori e, soprattutto, la volontarietà della prestazione domenicale e festiva. (Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl, su La Repubblica del 19 dicembre 2017)

Caro direttore, è importante che alcune forze politiche abbiano compreso il senso della battaglia della Cisl e di tutto il sindacato contro la deregulation nelle aperture dei negozi e dei centri commerciali nelle giornate di festa. Anche quest'anno ci saranno tante iniziative di protesta a livello territoriale della nostra categoria, la Fisascat Cisl, insieme agli altri sindacati contro chi, senza alcun confronto, terrà le serrande aperte anche il 25 e 26 dicembre, così come 1 e 6 gennaio. La liberalizzazione selvaggia degli orari di apertura degli esercizi commerciali non ha sortito l'effetto sperato, né sugli aumenti di fatturato delle imprese, né sull'aumento dei posti di lavoro.
Non è questa la strada per fare crescere i consumi, se non si agisce contestualmente sul piano dell'incremento del reddito per i lavoratori e i pensionati. Tuttavia, non servono nuove norme che fissino dall'alto le giornate di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali. Se il Parlamento vuole giustamente correggere, come anche noi chiediamo, l'eccessiva deregulation della legge Monti e dei decreti Bersani, deve riaffidare questa competenza alla contrattazione decentrata tra Comuni, aziende e sindacati in modo da garantire la giusta flessibilità negli orari, una maggiore retribuzione per i lavoratori e, soprattutto, la volontarietà della prestazione domenicale e festiva.
In molte realtà aziendali tutto questo si continua a fare con accordi sindacali che tutelano i diritti fondamentali come il rispetto della maternità o la cura dei figli. Ma in altre prevale la logica del muro contro muro. Con l'Anci, il sindacato aveva iniziato un percorso proficuo di dialogo istituzionale. Bisogna ripartire da lì. La Cisl ha sempre dimostrato di essere un sindacato pragmatico, riformista, aperto alle trasformazioni del mondo del lavoro e, soprattutto, capace di assumersi le proprie responsabilità in tanti accordi nazionali, aziendali e locali, in una logica partecipativa e non conflittuale.
Ecco perché non è una battaglia ideologica o di retroguardia quella che la nostra organizzazione, insieme alla nostra categoria del commercio, combatte da alcuni anni contro l'apertura nel giorno di Natale o di Pasqua. Non siamo improvvisamente diventati conservatori, né vogliamo fermare il tempo. Ma come ha ammonito giustamente papa Francesco, qui è in gioco il rispetto per la dignità della persona che la Cisl ha sempre posto al centro dell'azione sindacale. Un rispetto che passa anche attraverso la costruzione di un modello di società in cui la libertà dello shopping (che nessuno vuole mettere in discussione) non passi per una mortificazione del valore del lavoro o del ruolo fondamentale della famiglia. È quello che cerchiamo di conciliare negli accordi sindacali di categoria, anche nel commercio. Una strada che la Cisl intende continuare a praticare. Garantire ai cittadini i servizi essenziali anche nelle giornate di festa non ha lo stesso valore di consentire di trascorrere, quasi fosse un "diritto", anche il giorno di Natale in un centro commerciale. Tra l'altro le stesse multinazionali che vogliono tenere aperti in Italia i loro centri commerciali non si sognano di farlo in Francia, in Germania o in Spagna.
Se vogliamo aumentare i consumi bisognerebbe far crescere i salari e le pensioni, abbassare le tasse per le imprese che investono in formazione, innovazione e ricerca, offrire ai giovani le condizioni per un lavoro stabile e non precario. Il nostro sistema economico ha bisogno dei dovuti investimenti pubblici, più infrastrutture moderne, servizi, una pubblica amministrazione più efficiente e senza corruzione. Questa è l'alleanza che dobbiamo fare con il mondo delle imprese, piccole e grandi.

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