GIORNATA DELLA MEMORIA

«A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Kuhn ringrazia Dio perché non è stato scelto. Kuhn è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent’anni, e dopodomani andrà in gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e guarda fisso la lampadina senza dire niente e senza pensare più a niente? Non sa Kuhn che la prossima volta sarà la sua volta? Non capisce Kuhn che è accaduto oggi un abominio che nessuna preghiera propiziatoria, nessun perdono, nessuna espiazione dei colpevoli, nulla insomma che sia in potere dell’uomo di fare, potrà risanare mai più? Se io fossi Dio, sputerei a terra la preghiera di Kuhn».
(Primo Levi, Se questo è un uomo, 1958)

LE LEGGI ANTIEBRAICHE IN ITALIA DAL 1938 AL 1945

È impressionante la quantità di disposizioni di contenuto razziale emanate in Italia nel settennio che va dal 1938, anno di pubblicazione del Manifesto degli Scienziati Razzisti su Il Giornale d'Italia (14 luglio1938), al 28 febbraio 1945, quando viene emanato da Benito Mussolini, allora a capo della Repubblica Sociale Italiana, il Regolamento amministrativo dell'Ispettorato Generale per la Razza. L'elenco completo dei provvedimenti è riportato sulle pagine web della Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea).

Il Manifesto degli scienziati razzisti, sottoscritto da numerosi scienziati e docenti universitari, sotto l’egida del Ministero della cultura, fissò i punti fondamentali della posizione del fascismo nei confronti della razza, enucleando i concetti che sono stati alla base di un complesso di regi decreti, leggi e circolari che in un brevissimo lasso di tempo hanno tentato di cancellare la comunità ebraica in Italia, in quanto “gli ebrei non appartengono alla razza italiana“.
Tutta la legislazione, accompagnata da una forte campagna di stampa, fu pertanto articolata partendo dalla definizione di “ebreo”, fondata sul legame di sangue coerentemente con un’impostazione biologica dell’appartenenza al popolo e alla Nazione italiana.
Da questa assunzione derivarono in rapida successione una serie di divieti per i cittadini italiani ebrei che andavano dall’impedimento ad insegnare o a frequentare scuole e università, con conseguente allontanamento degli studenti e dei docenti da tutti gli istituti, al divieto di contrarre matrimonio con cittadini non ebrei, di possedere aziende importanti per la difesa nazionale o di possedere aziende, terreni fabbricati che superassero certe dimensioni, di prestare servizio alle dipendenze di amministrazioni pubbliche, civili e militari, di iscrizione ai vari albi delle libere professioni.
Furono vietate inoltre la macellazione rituale e la pubblicazione della stampa ebraica, fattori caratterizzanti il vivere secondo i dettami della religione ebraica. L’applicazione delle leggi fu capillare grazie anche alla meticolosità di un’intera catena burocratica.

[dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri]

Iniziative del 2021

Martedì 26 gennaio dalle ore 11.00, nell’ambito delle celebrazioni, si svolgerà a Largo Chigi, presso la sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Tavola rotonda dal titolo “Fascismi di ieri e fascismi di oggi”, alla presenza del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Presidente dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).
L’evento potrà essere seguito in diretta streaming sulla piattaforma social YouTube di Palazzo Chigi.

Lettera a un neonazista

Un testo di grande attualità e interesse, che ben si presta a un utilizzo in ambito didattico per la giornata del 27 gennaio, è “Lettera a un neonazista”, di Raffaele Mantegazza (Castelvecchi, 2019 – prefazione di Giannino Piana), nel quale l’autore si rivolge a un ragazzo attratto da suggestioni insidiose fatte di violenza, razzismo, sessismo e xenofobia, che si insinuano e trovano spazio anche per l’incapacità di contrapporre con altrettanta efficacia modelli diversi e positivi.
Perché se i neofascisti e neonazisti hanno conquistato la tua anima – scrive l’Autore -qualche responsabilità l'abbiamo anche noi; se queste formazioni riempiono un vuoto di senso e di significato è perché quel vuoto non siamo stati capaci di riempirlo e forse, senza volerlo, abbiamo contribuito a crearlo”.

Lo stesso Raffaele Mantegazza ha presentato il libro, uscito nel luglio scorso, con un intervento di notevole efficacia fatto in occasione dell’Assemblea Nazionale della CISL Scuola svoltasi a Pero (MI) nei giorni 7 e 8 ottobre 2019. Di quell’intervento proponiamo la registrazione audio, disponibile in versione mp4 (a immagine fissa) sul nostro canale youtube.

LETTERA A UN NEONAZISTA