La scuola merita di più. Conferenza stampa con Bonanni e Scrima



da Conquiste del Lavoro: 

Un’iniziativa tutta sindacale, come è nello spirito della Cisl, per rilanciare la vertenza della scuola e ottenere dal Governo risposte concrete. Il 31 ottobre, a Roma, la Cisl Scuola e la Confederazione promuovono una manifestazione nazionale sostenuta da una piattaforma che contiene tre punti fondamentali: cambiare la manovra (perché i tagli sono insostenibili), assicurare risorse per il rinnovo del contratto, rispondere al problema dei precari a partire dalla copertura dei posti vacanti e disponibili. E’ quanto è stato annunciato, ieri a Roma, nella conferenza stampa che Raffaele Bonanni e Francesco Scrima, segretario di categoria, alla presenza di Gianni Baratta, segretari confederale con delega al Pubblico impiego, hanno tenuto a margine dell’Assemblea nazionale del sindacato di categoria che è stata convocata proprio sui temi forti della vertenza.

La scuola non riesce a reggere l’urto delle misure del Governo: 131.900 posti in meno fra docenti e personale Ata si perderanno nel triennio 2009-2012 a causa delle misure ”draconiane” contenute dalla manovra. Un numero impressionante che, come sostiene un dossier presentato dal sindacato di categoria, equivalgono al 66% dei dipendenti dell’intero gruppo Fiat, a dieci volte i dipendenti di Alitalia-Cai e alla quasi totalità dei dipendenti di Poste italiane. Il tutto a fronte di una riduzione e accorpamento di 3.826 classi e di 37.441 alunni in più. La scuola è in ginocchio: plessi sovraffollati e non sicuri, aule invivibili, personale amministrativo insufficiente non solo per svolgere i compiti di sorveglianza, assistenza e pulizia ma addirittura per aprire gli istituti scolastici la mattina. Quello del personale Ata, poi, è una drammatica emergenza. Dei 44.500 tagli decisi dalla manovra, 30 mila sono gli ex bidelli. E poi c'è il problema dei precari. Nel complesso delle graduatorie si parla di diverse centinaia di migliaia di persone. Chiedere di risolvere il problema per tutti e subito è improponibile.

La Cisl ne è consapevole e chiede di confrontarsi nelle sedi istituzionali, aprire un tavolo e trovare soluzioni possibili e appropriate. Non servono ”demagogie e populismi”. Una prima risposta al precariato è assegnare i posti vacanti e disponibili che riguardano 30 mila docenti e 73 mila Ata. Per il prossimo anno, inoltre, 40 mila persone andranno in pensione: è necessario che il governo assicuri la copertura e il turn over.
”Le nostre rivendicazioni sono sindacali, non demagogiche - ha detto Raffaele Bonanni - La situazione è grave, il taglio di 8 miliardi è insostenibile. Chiediamo di rivedere il piano con un tavolo di confronto”.

La Cisl non demorde perché la scuola è il paese e deve essere sicura: anche per questo serve un piano di edilizia perché la maggior parte dei plessi non sono nati per accogliere scuole. ”Il ministro Tremonti rivaluta il posto fisso - ha aggiunto Bonanni - Bene, ma se parla di stabilizzazione, allora deve rivedere i criteri di flessibilità e di contribuzione a favore del personale”. Appello anche al ministro Gelmini che si deve ”dedicare alla scuola con la pazienza dell’interlocuzione con tutti i soggetti interessati”. La scuola non è un moloch ma una realtà articolata su territorio. ”Bisogna affrontare i problemi con senso di responsabilità a partire dal precariato - ha chiarito dal canto suo Scrima- Iniziamo a mettere in ruolo quelli che possono coprire i posti vacanti e disponibili, si garantisca il turn over del personale e si affronti l’emergenza del personale Ata”. E poi c'è il contratto. ”Per il rinnovo servono risorse adeguate - ha detto Scrima - valorizzando le professionalità. Siamo disponibili al confronto ma chiediamo che i risparmi di spesa siano investiti nella valorizzazione professionale”. La vertenza è sindacale. La Cisl va da sola per non offrire il fianco a populismi e demagogie di destra e di sinistra. Al centro ci sono gli interessi dei lavoratori, del paese e delle famiglie.