Abruzzo, scuola al via tra scaglioni e sdoppiamenti delle classi

ABRUZZO, SCUOLA AL VIA TRA SCAGLIONI E SDOPPIAMENTI DELLE CLASSI
MA LE RISORSE RIMANGONO FUORI DALLE AULE
Al via a scaglioni l'anno scolastico in Abruzzo. I primi alunni sono tornati in classe lunedì scorso ma le classi saranno completate con le riaperture del 28 settembre e del 5 ottobre. Lo scaglionamento è stato adottato in via eccezionale ma non tutti gli istituti ne usufruiranno poiché sarebbe un problema non facilmente risolvibile partire a fine settembre e rispettare il minimo dei 200 giorni di lezione previsto dalla legge per rendere l'anno scolastico valido. Emozione e preoccupazione sono i sentimenti che si sono rimpallati in questi primi giorni tra studenti, famiglie e personale docente e amministrativo. C'è un forte impegno da parte di insegnanti e personale Ata per cercare di far funzionare al meglio "il poco" che c'è. Con Andrea Leonzio, segretario generale della Cisl Scuola regionale, abbiamo fatto il punto della situazione. "Abbiamo ripreso con tutto l'entusiasmo e l'impegno possibile - spiega - Al momento, nell'area delle scuole all'interno del cosiddetto cratere sismico - sono tornati in classe 4.090 su un totale di 5.660 alunni". E' una dispersione temporanea dovuta ai disagi che ancora vivono le famiglie in attesa dell'assegnazione della casa e agli spostamenti sul territorio che, comunque, incidono. Anche a livello regionale, per motivi simili, sono tornati in classe oltre 172 mila alunni su 181.361 ragazzi complessivi.
"L'obiettivo comune è di far rientrare il numero maggiore a L'Aquila", dice Leonzio ma intanto il sindacato ha chiesto ai dirigenti scolastici delle scuole della costa di assorbire il colpo e di accogliere quei ragazzi che tardano a rientrare in modo che, progressivamente, con l'assegnazione degli alloggi, ciascuno possa rientrare nella sede di precedente residenza. "La nostra proposta è stata ben accolta dall'Ufficio scolastico regionale dell'Abruzzo - aggiunge - ma invece notiamo ritardi e lentezza da parte del Ministero e per questo abbiamo investito la segreteria nazionale della Cisl Scuola a fare pressione su viale Trastevere". Ma questo non è il solo punto.
Non tutte le richieste del sindacato infatti sono state accolte. A partire dal blocco degli organici. In Abruzzo, per i tagli, si sono persi 1.100 insegnanti e 400 Ata. In cambio, il Governo ha dato 19 milioni di euro a sostegno della didattica , del problema delle classi numerose e del tempo pieno. "Ma blocco dei tagli ne valeva 45 di milioni".
I conti non tornano. Anche perché è necessario riattivare i corsi serali per gli adulti e le supplenze per l'insegnamento di uno strumento musicale. Le famiglie abruzzesi, per quest'anno, riceveranno una cifra complessivamente di poco inferiore ad un milione di euro. Soldi che serviranno per l`acquisto di materiale didattico e testi scolastici da utilizzare nel corso di questo anno scolastico. Nei prossimi giorni i nuclei familiari interessati riceveranno coupon nominativi che potranno essere utilizzati presso una serie di librerie locali che hanno aderito all'iniziativa. Ma per far vivere le scuole ci vuole ben altro. A partire dalle classe numerose. "Lo sdoppiamento delle classi è stato avviato di comune accordo con gli amministratori locali". L'iniziativa ha riguardato 12 classi sdoppiate a L'Aquila, 9 a Teramo, 15 a Chieti e 18 a Pescara. "Ma fino a quando andremo avanti in questo modo se non ci danno risorse adeguate". Quest'anno le speranze di maggiori risorse sono poche. Per il prossimo anno i sindacati sono andati all'attacco e hanno chiesto più risorse nella Finanziaria 2010, 16 milioni per le scuole abruzzesi e in particolare della provincia de l'Aquila e la riduzione dei tagli agli organici.

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