Tagli alla scuola, tagli al Paese



TAGLI ALLA SCUOLA, TAGLI AL PAESE

La politica scolastica del Governo sta sferrando un duro attacco a quell'istruzione che è uno strumento strategico per trovare opportunità di lavoro. Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola, a Bari, in occasione del terzo congresso provinciale del sindacato di categoria cislino (che denuncia un taglio di 650 posti nelle scuole primarie baresi e un rapporto alunni-classe più elevato di quello nazionale) chiede al Governo di cambiare idea perché "attaccare la scuola, significa attaccare l'istruzione". La politica forsennata di tagli mina non solo il futuro dei ragazzi ma quello del Paese. "L'istruzione - ha spiegato - è fondamentale nella formazione delle persone perché gli deve garantire conoscenze, competenze e capacità da poter investire in un mercato del lavoro complicato e difficile". Il taglio di 8 miliardi e 700 milioni di euro significa destrutturare il sistema di istruzione pubblica, "destrutturare quella scuola che ha garantito la crescita e lo sviluppo del Paese". Per la Cisl, si tratta di un "ritorno al passato, significa togliere la speranza alla gente". "Se la volontà è questa è un fatto molto grave perché di mezzo non c'è soltanto l'istruzione dei ragazzi ma la formazione dei futuri cittadini ai valori della convivenza, della partecipazione, della democrazia". Una preoccupazione condivisa dal segretario generale della Cisl Scuola Bari, Lena Gissi, che ha sottolineato come "i tagli avranno conseguenze molto pesanti, a partire dalla scuola primaria che viene depauperata delle migliori opportunità". (Reda)