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L’elezione diretta del Parlamento Europeo

15.03.2017 11:12
Categoria: Agenda 2016/17

Il percorso verso la costruzione dell’Europa Unita procede, sul finire degli anni ’60, all’interno di un processo di forte radicalizzazione della politica che, sull’onda dei movimenti per la pace e i diritti civili sviluppatisi negli Stati Uniti, si estende anche nel nostro continente, con punte di particolare evidenza nel maggio francese del 1968 ma propagandosi anche in altri paesi dell’Europa occidentale. Una stagione di fermenti che in Italia e in Germania sfocerà anche nella drammatica esperienza del terrorismo politico.

Nel contesto di un mondo in piena trasformazione sotto il manifestarsi di una forte e generale spinta partecipativa, la Comunità europea si trova ad affrontare il nodo della democraticità delle proprie istituzioni per dare risposta a un problema che le classi dirigenti europee si erano posto sin dall’inizio: come coinvolgere le masse nel processo di integrazione.

Un passo verso la democratizzazione delle istituzioni comunitarie si compie con le prime elezioni dirette del parlamento europeo del 1979. I cittadini sono chiamati a eleggere i propri rappresentanti, potendo riconoscersi e aderire a partiti che nel frattempo tentano di darsi una fisionomia europea. Il parlamento rimane tuttavia ancora un organo puramente consultivo, con pochissimi poteri; un’istituzione decisamente ai margini dei processi decisionali.

 

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