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Il piano Fouchet

16.01.2017 18:10
Categoria: Agenda 2016/17

Nel quadro di fortissime tensioni internazionali, che avevano raggiunto il culmine con la crisi dei missili di Cuba nel 1962, Charles De Gaulle punta a costruire un’Europa a guida francese che consenta alla Francia di tornare a giocare un ruolo di primo piano sulla scena mondiale. Obiettivo è la costruzione di un’Europa politica, capace di porsi come terza forza nel quadro bipolare della guerra fredda. Tutto ciò fondato su un solido asse franco-tedesco e nella decisione di tenere fuori dalla CEE la Gran Bretagna, che nell’estate del 1961 aveva fatto richiesta di aderirvi, a testimonianza di quanto il mercato unico risultasse funzionante e attrattivo. Tra le ragioni della Francia, anche il fatto che la Gran Bretagna rappresentasse un ostacolo esplicito al disegno gollista di un primato francese in Europa e di un’Europa meno legata alla leadership americana. Da questo progetto prende le mosse il cosiddetto Piano Fouchet (1961 – 1962), che non ipotizza un’Europa federale ma un’Unione degli Stati cooperanti in precisi settori di competenza: politica estera, politica di difesa, cultura, diritti umani. La prospettiva gollista, pur rimanendo ancorata alla dimensione nazionale, creava comunque le condizioni di una cooperazione di carattere politico tra gli Stati dell’Europa occidentale. Il progetti fallì soprattutto per l’indisponibilità dei partner a disancorare l’Europa dall’alleanza atlantica.