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I trattati di Roma e il rilancio dell'europeismo

15.12.2016 19:16
Categoria: Agenda 2016/17

Dopo la profonda crisi del processo di unificazione conseguente al fallimento della CED, il rilancio di un’azione europeista avviene attraverso una strategia diversa, centrata su un’integrazione per settori (trasporti, energia, ricerca e produzione dell’energia atomica) nell’ottica di un mercato comune fondato sull’unione doganale dei sei Stati membri. Da qui l’EURATOM e la creazione di un mercato unico, con la costituzione della CEE (la Comunità economica europea). Si persegue insomma sul versante delle politiche economiche ciò che non si è riusciti a compiere sul piano politico.

Il 25 marzo 1957 vengono firmati i Trattati di Roma, in vigore dal 1° gennaio 1958. Il progetto più solido si rivela quello legato al trattato istitutivo della Comunità economica europea. Il metodo istituzionale adottato, deludendo in gran parte le aspettative dei federalisti, è di carattere nettamente intergovernativo e non sovranazionale. Il processo di unificazione compie comunque un notevole salto di qualità rispetto al 1951, ponendo le premesse per eliminare le barriere doganali, aprire alla libera circolazione delle merci, dei servizi e delle persone.