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La Grande Guerra - Maggio 1915

28.04.2015 10:03
Categoria: Agenda 2014/15

L'Italia entra in guerra. Ancora oggi sono molte le domande alle quali gli storici non sanno dare una risposta univoca. La guerra fu dichiarata contro la volontà del Parlamento? Fu un colpo di stato? L'Austria avrebbe ceduto il Trentino e Trieste in cambio della neutralità? Mercoledì 12 - quindici giorni prima della dichiarazione di guerra - i deputati appoggiano la politica neutralista di Giolitti. Lacerba, il quindicinale di Panini e Soffici evoca la guerra civile e la rivoluzione. Si spinge sino a prospettare l'avvento della repubblica, qualora non si faccia la guerra ai tedeschi. Il 18 Giolitti, consapevole della sconfitta politica, lascia Roma. Il 20 i deputati conferiscono al governo del re i pieni poteri in caso di guerra. Filippo Turati ammette sconsolato che i giolittiani ed i cattolici “sembrano essersi volatilizzati… faccia la borghesia italiana la sua guerra … nessuna sarà vincitore … tutti saranno vinti”. Il 23 l'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria, ma non alla Germania. Quest’ultima invia sul fronte trentino l'Alpenkorps. Sono introdotte norme che restringono la libertà di stampa e vietano le riunioni pubbliche. Il giorno dopo alle ore 3.55 parte dal forte Verena il primo colpo di cannone sulle postazioni avversarie; alle 4.30 muore il primo soldato italiano, aveva appena 19 anni. Il governo zarista denuncia il genocidio del popolo armeno.

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