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Un'altra storia. Generare, trovare, condividere

26.10.2017 13:34
Categoria: Articoli giornale

“Il Lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale” Questo il titolo della quarantottesima Settimana Sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari dal 26 al 29 ottobre 2017. L’obiettivo: raccogliere le sfide in atto, andare oltre la denuncia dei problemi, raccontare le buone pratiche già incontrate, promuovere quella generatività sociale che è capace di creare buon lavoro anche in contesti difficili. Una iniziativa da seguire con attenzione.

I delegati alla quarantottesima Settimana Sociale dei cattolici che si riuniscono da oggi a Cagliari affrontano il tema più urgente del momento, quello – riprendendo le parole di papa Francesco – di un «lavoro» che vogliamo «libero, creativo, partecipativo e solidale». Il percorso preparatorio è stato segnato da una rivoluzione di metodo. Nella convinzione che non fosse sufficiente celebrare grandi protagonisti del passato come Giuseppe Toniolo e Adriano Olivetti, personalità che tanto hanno dato alla storia del nostro Paese, ma che fosse ancora più importante e "generativo" andare a cercare i "nuovi" Toniolo e Olivetti, cioè coloro che, in una condizione difficile come quella odierna, hanno trovato e continuano a trovare "soluzioni sul campo".
Ne abbiamo censiti 400, con un percorso che ha consentito ad altrettanti «cercatori di LavOro» di partecipare, verificare, informare e disseminare "buone pratiche" che già cambiano la realtà e preparano il futuro. A Cagliari 100 tavoli, ciascuno con 10 partecipanti, rifletteranno su tutto questo, per mettere a sistema una serie di indicazioni fondamentali per la politica del Paese e per l’azione della società civile.
In questi giorni, presentando queste realtà e iniziative a colleghi economisti stranieri mi sono reso ancor più conto, di fronte al loro stupore, della ricchezza del nostro passato e del nostro presente, del valore del nostro tessuto sociale e della nostra società civile. Valore costruito attraverso le fatiche e il sudore di tanti italiani, credenti e non credenti, vecchi e nuovi, e ispirato molto spesso dalla dottrina sociale della Chiesa e dalla sua capacità di sfidare le inerzie centrifughe che in questo momento sembrano tornare di moda nella nostra Italia con una verità molto più affascinante e ricca di senso ma anche più esigente che ci ricorda che la nostra "generatività sociale" passa attraverso la solidarietà, il mutualismo, la condivisione dei rischi e delle sfide, la cooperazione che realizza superadditività moltiplicando le forze dei singoli cittadini, delle città e dei territori, rendendoli più forti di fronte alle sfide attuali.
Durante il percorso dei «Cercatori di LavOro» in giro per l’Italia, attraverso quelle 400 buone pratiche, abbiamo incontrato un Paese che non si piange addosso, ma si rimbocca le maniche e trova soluzioni innovative e coraggiose per creare buon lavoro in un contesto difficile. Un’Italia con tre grandi motori: la manifattura di qualità, le imprese che operano nel settore socio-assistenziale e tutto l’ampio settore che fa leva sulla bellezza e ricchezza dei nostri territori (arte, storia, cultura, biodiversità naturale ed enogastronomica) per renderli attrattivi nel mondo globalizzato. È un’Italia che ha bisogno di rimuovere lacci e lacciuoli per chi il lavoro lo crea (e di maggiore attenzione per le piccole e medie imprese), di reti di protezione universali volte al reinserimento nel tessuto sociale e produttivo degli "scartati" prodotti dall’attuale fase economica, di politiche che favoriscano la valorizzazione dei territori e di alcune misure in grado di affrontare il problema della strutturale debolezza del potere contrattuale del lavoro nell’economia globale.
Per questo auspichiamo politiche macroeconomiche europee (fiscali e monetarie) più attente al tema del lavoro e una riforma delle regole sugli appalti e delle imposte sui consumi che riconosca il valore di imprese e di filiere produttive che danno dignità al lavoro e tutelano l’ambiente evitando pratiche di dumping sociale e ambientale che ci offrono prodotti a prezzi più bassi, ma che paghiamo tutti in modo ingiusto anche e soprattutto con un tessuto sociale gravemente deteriorato e indebolito. I risultati del percorso preparatorio che saranno messi a fuoco e a sistema a Cagliari, si propongono di essere un tesoro e un patrimonio a disposizione di tutta intera la classe politica, almeno di quei politici che, tra oggettive difficoltà e in un clima sociale spesso ostile, sono disposti a mettersi seriamente in gioco per risolvere i problemi del Paese.
Vogliamo essere a fianco a tutti coloro che, lavorando nelle istituzioni e nella società civile, si impegnano nei fatti per il progresso verso il bene comune. Nel suo recente discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, papa Francesco ha detto che il mondo si cambia dall’interno e che la relazione virtuosa tra Stato, mercato e società civile ha un ruolo chiave per risolvere i drammi sociali del nostro tempo. Il nostro passato, il presente e il futuro sono a disposizione per lavorare in questa direzione. E l’esperienza dei «Cercatori di LavOro» continuerà dopo Cagliari, trasformandosi in un percorso di animazione dei territori per valorizzare ogni creazione di valore sostenibile. Anche così i cattolici italiani partecipano e condividono, nella concretezza della comune vicenda civile degli italiani, una cruciale sfida del nostro tempo.