Stampa

5° CONGRESSO

Liberare energie. La buona scuola per rilanciare il Paese

La CISL SCUOLA a Congresso

Si è tenuto a Firenze, dal 20 al 23 maggio, il 5° congresso nazionale della Cisl Scuola. Hanno partecipato oltre trecento delegati, eletti nei congressi regionali, in rappresentanza di circa 230.000 lavoratori iscritti. Al dibattito, seguito alla relazione introduttiva del segretario generale Francesco Scrima, si sono affiancate altre iniziative di confronto e discussione con rappresentanti della cultura e della politica.

*****

Fare della scuola e della formazione il motore della ripresa, la risorsa su cui il Paese può contare per darsi (ritrovare?) prospettive di crescita. Servono energie per superare i momenti di crisi. La scuola ne ha tante e attendono di essere messe in gioco.

Questa la sfida che il nostro dibattito congressuale deve lanciare alla politica, in una fase tormentata della vita del paese che ha visto da poco formarsi un nuovo governo carico di compiti pesanti ma sulle cui prospettive gravano molte incognite.

Veniamo da una stagione di profondo disagio e disorientamento. Viviamo tempi segnati dall’incertezza e dall’attesa di risposte che chiamano in causa anche la scuola, la sua capacità di trasmettere valori, sviluppare cultura, formare competenze, promuovere lavoro. Capacità che la scuola può avere solo se sostenuta da politiche lungimiranti e di giusto respiro.

I segnali di una diversa attenzione venuti, pur tra mille contraddizioni, incertezze, errori, dall’ultimo governo, sono stati troppo deboli e comunque non sufficienti a restituire alla scuola quanto sottratto in anni di pesanti deprivazioni.

Se la nostra scuola, nonostante tutto, è riuscita a reggere l’impatto con le difficoltà crescenti del contesto sociale sempre più travagliato e complesso a cui si rivolge, lo si deve essenzialmente al forte grado di motivazione, alla vera e propria dedizione con cui chi vi opera ha continuato a svolgere il suo lavoro. Ciò evidenzia ancor di più quanto sia scarsamente riconosciuto il valore delle professionalità che agiscono nella scuola; eppure si tratta di una formidabile riserva di energia che proprio in un momento così pesante di crisi può rivelarsi preziosa.

Occorre dunque creare le condizioni per liberare energie che potranno risultare decisive per una ripresa della crescita economica e sociale del Paese; considerare l’istruzione e la formazione un terreno di investimento e non solo una voce di costo; chiamare tutti i soggetti (politici, sociali, istituzionali) ad una forte e comune assunzione di responsabilità per accrescere la capacità del sistema di dare risposte efficaci alla domanda di formazione, promuovendo cittadinanza attiva, lavoro e qualità del lavoro in ogni ambito della produzione di beni e servizi.

Di tutto questo ha bisogno il nostro Paese, chiamato sempre più a convivere e confrontarsi in una dimensione planetaria.