Congresso CES, Furlan, un sindacato più incisivo nelle politiche europee

02.10.2015 18:41
Categoria: Articoli

“Lavoreremo insieme al nuovo Segretario dei sindacati europei perché vi sia davvero un cambio di passo nell’azione della CES, a partire dal dialogo sociale nei rapporti istituzionali anche a livello europeo”. Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine del Congresso della CES in corso a Parigi. "La scelta di Luca Visentini a segretario generale è un segnale molto importante di cambiamento: ha la cultura del sindacato confederale, del sindacato della solidarietà e della contrattazione".

Parigi, 2 ottobre 2015 - "Abbiamo bisogno di un sindacato europeo più incisivo, con più poteri e più competenze a partire da un salto di qualità nel dialogo sociale nei rapporti istituzionali anche a livello europeo". Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a Parigi a margine del XIII Congresso della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) che ha ufficialmente eletto l'italiano Luca Visentini, 46 anni, ex segretario generale della Camera confederale del lavoro Uil di Trieste come successore di Bernadette Ségol alla segretaria generale.

"La scelta di Luca Visentini è un segnale molto importante di cambiamento e noi saremo al suo fianco in questo cambiamento perché oggi più che mai serve un'Europa più forte e più unita. Visentini oltre ad essere un bravissimo sindacalista, ha la cultura del sindacato confederale, del sindacato della solidarietà e della contrattazione. La posizione della Cisl è fortemente a favore degli Stati Uniti d'Europa ed è altrettanto a favore di un sindacato europeo che abbia più potere, più capacità di incidere sulle politiche europee".

La segretaria generale della Cisl si è poi soffermata sugli ultimi dati sull'occupazione in Italia che mostrano "finalmente dei segni positivi, che vanno certamente valorizzati. Ma il percorso è solo iniziato, abbiamo ancora oltre 3 milioni di disoccupati e bisogna accelerare i tempi della ripresa della capacità produttiva del paese, delle nostre imprese e così dell'occupazione".

Il salario minimo fissato per legge in Italia? La Cisl è contraria perché questo "significherebbe in molti casi abbassare il salario dei lavoratori. La vera questione è come estendiamo i minimi contrattuali anche a quella parte di lavoratori e lavoratrici che nel nostro Paese non sono rappresentati contrattualmente" ovvero "il lavoro precario, falsamente autonomo, le partite Iva, i co.co.co, che noi vogliamo rappresentare. Attualmente” - ha precisato Furlan - “i lavoratori coperti dalla contrattualizzazione collettiva sono oltre l'85%".