CISL - FEDERAZIONE SCUOLA UNIVERSITÀ RICERCA
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Un sistema di reclutamento che valorizzi il lavoro, la nostra linea da sempre. Dichiarazione di Maddalena Gissi

24.05.2019 18:58

L’apertura manifestata oggi con le dichiarazioni del ministro Bussetti è motivo di soddisfazione per chi, come noi, da anni si batte per un reclutamento che valorizzi anche l’esperienza di lavoro acquisita sul campo. L’esperienza di quei precari grazie ai quali ogni anno la scuola è messa in condizione di funzionare, garantendo il diritto allo studio che sarebbe altrimenti negato a studenti di ogni ordine e grado”. Così Maddalena Gissi commenta la dichiarazione con cui il ministro ha espresso la volontà di tradurre in provvedimento di legge le proposte sul reclutamento dei docenti avanzate dai sindacati nel confronto col Governo, da ultimo ai tavoli tematici che stanno lavorando per dare attuazione all’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile scorso.
Un percorso riservato per stabilizzare i precari della secondaria con tre anni di servizio attraverso un percorso abilitante – prosegue la segretaria generale della Federazione CISL Scuola Università Ricerca - nel rispetto dei diritti di chi è già abilitato e naturalmente assicurando una regolare cadenza dei concorsi ordinari: è la linea che come CISL abbiamo sempre sostenuto, anche sulla scorta di passate esperienze, che hanno visto dare risposte positive, attraverso procedure abilitanti speciali e concorsi riservati, a personale destinato altrimenti a rimanere precario a vita”.
L’esperienza dovrebbe avere insegnato a tutti – aggiunge la Gissi – come il precariato non possa sparire semplicemente eliminando graduatorie o puntando ossessivamente ed esclusivamente su procedure concorsuali per esami. Sono anni che si fanno tentativi di questo genere, e sono sempre falliti tutti, al punto che l’area del lavoro precario si è estesa anziché ridursi. L’unica cura giusta per la ‘supplentite’, che tanti governi diversi hanno tentato invano di debellare, è prevedere un riconoscimento del lavoro che i supplenti svolgono, garantendo loro un rapporto di lavoro stabile una volta maturata una consistente esperienza”.
Si è imboccata finalmente la strada giusta – conclude la leader della FSUR CISL - per dare positiva risposta alle attese di tanti precari. Ora è indispensabile che alle dichiarazioni del ministro faccia seguito un puntuale impegno a livello politico per dar loro concretezza. Serve per questo che il buon lavoro fatto dai sindacati, di cui ha dato esplicito riconoscimento il ministro, sia accompagnato dalla giusta attenzione e dalla responsabilità dei decisori politici in sede parlamentare. Sarebbe anzi auspicabile che su questo tema, troppo spesso occasione di polemiche e conflitti, si realizzasse un’ampia convergenza in nome del diritto al lavoro e del buon funzionamento della nostra scuola, cui la stabilità del lavoro sarebbe di sicuro giovamento”.

Roma, 24 maggio 2019