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"Guardare il mondo con occhi nuovi". Una risposta alla povertà educativa. Convegno a Roma martedì 19 febbraio

11.02.2019 13:29

Guardare il mondo con occhi nuovi” è il titolo del convegno promosso dalla CISL Scuola, insieme a IRSEF IRFED, che si svolgerà martedì prossimo, 19 febbraio, all’Auditorium di via Rieti a Roma. L’inizio dei lavori, che si protraggono per l’intera giornata e nel corso dei quali è atteso anche l'intervento del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, è previsto alle 10,30.
Con questa primo incontro, dedicato alla scuola dell’infanzia e ai primi due anni della scuola primaria, prende avvio una serie di tre convegni che metteranno al centro anche le problematiche delle successive fasi dell’età evolutiva, nella loro relazione con i corrispondenti segmenti del ciclo scolastico. Tre iniziative che compongono in modo articolato un progetto unitario, scrive Maddalena Gissi nella parte introduttiva del “quaderno” che verrà consegnato a tutti i partecipanti all’incontro del 19 febbraio; “Orizzonti” è il titolo che è stato scelto per segnare una linea di continuità fra i tre convegni, che la CISL Scuola ha voluto come momento di studio e orientamento utile e necessario per un sindacato che non si limiti a vivere alla giornata, improvvisando, ma sappia “fissare di tanto in tanto lo sguardo all’orizzonte per inquadrare meglio la complessa realtà che è chiamato a gestire, cercando punti di riferimento utili a orientare la direzione del proprio cammino”.
La fascia di età su cui si concentra l’attenzione nel primo convegno chiama in causa due differenti segmenti della nostra scuola (l’infanzia e i primi anni della primaria) che si caratterizzano per delle necessarie discontinuità e diversificazioni, ma devono garantire relazioni e coerenze necessarie ad assicurare quell’indispensabile compattezza, armonia ed equilibrio che deve avere un progetto formativo utile a sostenere un progetto di vita.
È ormai consapevolezza diffusa che si tratti di un’età in cui si pongono premesse decisive per futuri successi e insuccessi. La domanda di fondo da cui si parte è: quale uguaglianza di opportunità può esserci per dei bambini che partono in situazioni di pesante vantaggio sociale? È il cuore di ragionamenti che vanno sviluppati affrontando il tema della povertà educativa, questione che si riversa direttamente sul lavoro di scuola. “Questione che ci impegna e ci interroga – scrive ancora Maddalena Gissi - ma interroga, prima ancora le istituzioni, la politica, il sociale”. Non a caso il primo intervento del convegno, per tracciarne la linea di sviluppo, è stato affidato a Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, autore del libro “La maestra e la camorrista” il cui sottotitolo, “perché in Italia resti quel che nasci” descrive con sintesi efficacissima ciò che comporta l’assenza di mobilità sociale in un Paese nel quale i condizionamenti legati al proprio contesto familiare e ambientale si rivelano troppo spesso insuperabili. Un dato che mentre segnala un’emergenza sottolinea anche il ruolo fondamentale che la scuola rivolta ai primi anni di vita ha l’opportunità di giocare. “La povertà non è solo una questione di reddito – si legge in un altro passo dell’introduzione di Maddalena Gissi - e non si riduce alla sola componente economica. La conoscenza e la formazione sono beni immateriali, ma contano quanto, e a volte più, di quelli materiali. Le risorse culturali e riflessive, quelle etiche e la forza del carattere sono elementi utili alla realizzazione personale e alla piena cittadinanza”. E qui il discorso si estende dall’attenzione alle periferie urbane, così spesso teatro di squilibri sociali e disuguaglianze, alle periferie del mondo. A questo è dedicato il prologo del convegno, giocato con grande suggestione tra immagini, poesia e musica, mentre la sessione conclusiva rilancia la dimensione di un impegno cui va data continuità attraverso l’azione condotta in ambito professionale, sindacale, civile. È anche un modo per celebrare degnamente il trentennale, che ricade quest’anno, della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.
Chiusura dei lavori affidata alla segretaria generale della CISL Annamaria Furlan.