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Alla Conferenza Nazionale dei Servizi in Rete confronto a tutto campo tra CISL e Ministro del Lavoro

03.07.2018 15:56

Aperta questa mattina a Roma, con un toccante ricordo di Pierre Carniti, la Conferenza Nazionale Cisl dei Servizi in rete. Un bellissimo video e un appassionato intervento di Annamaria Furlan hanno tratteggiato la figura di quello che resta non soltanto uno dei più grandi leader della CISL, ma una delle più prestigiose figure del movimento sindacale italiano.
È poi entrata nel vivo dell’attualità politica la relazione della Furlan, alla presenza del ministro del lavoro e dello sviluppo economico Luigi Di Maio. “Al vicepremier di un governo che ha voluto definirsi del cambiamento – ha esordito la segretaria della CISL – io dico che il cambiamento non ci ha mai fatto paura. Abbiamo apprezzato e condiviso la scelta di dar vita non a un governo tecnico, ma a un governo politico, perché di questo il nostro Paese aveva e ha bisogno”.
La CISL – ha proseguito - è nata per il cambiamento e per il futuro, cambiamento e innovazione sono nel suo codice genetico. Al governo chiedo di coltivare il confronto con le grandi organizzazioni del lavoro, è una condizione importante perché il cambiamento sia davvero un miglioramento della situazione che vivono il Paese e i cittadini. Un confronto che è indispensabile per rafforzare la coesione sociale”.
Entrando nel merito delle questioni ritenute prioritarie, la Segretaria Generale della CISL ha indicato la necessità di politiche redistributive con impatto immediato, di una politica industriale in grado di accrescere produttività, capacità competitiva, occupazione, coesione sociale, guardando a un modello di sviluppo eco sostenibile e socialmente responsabile. Rispetto al programma di governo, la Furlan ha sostenuto che il reddito di cittadinanza "non può essere assimilato a un vitalizio e deve prefigurare, invece, un percorso di uscita dal disagio sociale e dalla povertà, attraverso formazione professionale, riconversione, riqualificazione, lavoro, seguendo un’impostazione affine, al di là delle maggiori coperture economiche, al reddito di inclusione che il Sindacato confederale e l’Alleanza contro la povertà hanno condiviso con il precedente Governo”.
Preoccupazione è stata invece espressa da Annamaria Furlan sulla proposta della Flat Tax. Non solo per quanto riguarda le incognite sulle coperture, ma anche per i possibili effetti di una misura che, abbattendo la progressività, rischia di tradursi in un meccanismo potente di redistribuzione di reddito e di ricchezza verso l’alto, aumentando le diseguaglianze ed entrando in rotta di collisione con la logica che ispira il Reddito di cittadinanza. Con riferimento ad alcune delle più immediate emergenze aziendali, ha citato Ilva e Alitalia. Due banchi di prova decisivi: “Per salvare la più grande acciaieria d’Europa e la filiera produttiva e occupazionale con essa integrata, presidiando, contemporaneamente, il risanamento ambientale; e per dare una svolta di futuro e di sostenibilità sociale all’Odissea infinita della Compagnia di bandiera”.
Ha poi richiamato l’emergenza dei lavoratori delle piattaforme digitali, “che non si limitano ai ciclo fattorini, ma si estendono anche a liberi professionisti e a freelance, sono l’emblema del dumping contrattuale. Anche di questi CCNL pirata dovremo occuparci in tempi molto stretti”. Non è mancato un accenno al tema pensioni. “Siamo molto interessati – ha detto la Furlan - all’impegno di abolire gli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla Riforma Fornero. Importanti risultati in quella direzione – ha ricordato – sono stati ottenuti nel confronto messo in atto col governo Gentiloni (riconoscimento dei lavori gravosi, ampliamento dell’Ape sociale, proroga dell’Ape volontaria, blocco al 2019 dell’aspettativa di vita per chi svolge lavori gravosi e usuranti). Intendiamo continuare – ha aggiunto - nell’estensione dei margini della flessibilità in uscita. Contestualmente, per i giovani riteniamo indispensabile una pensione contributiva di garanzia che consolidi il pilastro pubblico, per scongiurare una generazione di pensionati ufficialmente poveri. A tal fine anche il secondo pilastro, la previdenza integrativa, dev’essere rafforzato.
Nella parte conclusiva del suo intervento la segretaria generale della CISL ha affrontato il tema Europa. La posizione della CISL può riassumersi in tre punti: l’Europa attuale non è sostenibile; l’uscita dall’Euro e dall’Europa sarebbe una terapia peggiore del male; è possibile, necessaria e vitale una fase costituente che restituisca ai suoi popoli un’altra Europa. Più equa, più coesa, più solidale, a partire dalla gestione dei flussi migratori, problema che non può essere gestito su scala nazionale. “Ma per la CISL – ha ammonito la Furlan – non sono ammissibili tentennamenti o riserve quando si tratta di salvare le vite umane”.
Non è mancato un accenno al tema delle riforme istituzionali e della democrazia diretta: è apprezzabile l’obiettivo di potenziare gli istituti di democrazia diretta indicato nel Contratto di Governo, ma resta la convinzione che la democrazia partecipativa, realizzata attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione a tutti i livelli delle grandi rappresentanze sociali rappresenti, nelle società complesse, la forma che più avvicina la democrazia rappresentativa alla democrazia diretta.