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Diplomati magistrali, serve soluzione politica che faccia salvi interessi di tutti

20.04.2018 22:14

Salvaguardare i diritti dei diplomati magistrali e dei laureati in scienze della formazione primaria: appello al governo e alle forze parlamentari per il varo immediato di un provvedimento. Il 3 maggio si apre il "tavolo tecnico" al MIUR con i sindacati.

Comunicato stampa di FLC CGIL, CISL FSUR e UIL SCUOLA RUA
Il parere dell’Avvocatura dello Stato richiesto dall’Amministrazione sulla vicenda dei diplomati magistrali, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato che aveva negato al personale interessato il diritto di permanenza nelle graduatorie ad esaurimento, conferma quanto FLC CGIL, CISL FSUR e UIL SCUOLA RUA hanno fin dal primo momento sostenuto e indicato: è necessario un intervento risolutore della politica che faccia salvi gli interessi di tutte le persone coinvolte ed eviti che si comprometta il buon andamento dell’attività scolastica. Occorre un provvedimento d’urgenza da parte del governo.
Il provvedimento è motivato, da un lato, dalla necessità di garantire l’avvio dell’anno scolastico 2018-19 che altrimenti rischia di aprirsi male, essendo coinvolti decine di migliaia di insegnanti (alcuni perfino già immessi in ruolo) e, dall’altro, dalla necessità di evitare il licenziamento dei docenti che hanno prodotto i ricorsi man mano che questi pervengono a sentenza. Una sorta di effetto domino che produce effetti negativi sulla necessaria continuità didattica da garantire agli studenti.
FLC CGIL, CISL FSUR e UIL SCUOLA RUA rivolgono un appello al Presidente del Consiglio e ai gruppi parlamentari affinché, nella situazione di incertezza che sta vivendo oggi il Paese, si facciano carico di un problema che, se lasciato a se stesso, mette a rischio la regolarità dell’anno scolastico e il diritto di quanti da anni lavorano nella scuola e che oggi vivono una situazione pesantissima anche a causa del ribaltamento operato con l’ultima sentenza del Consiglio di Stato rispetto a ripetuti precedenti orientamenti.
È necessaria una procedura riservata, al pari di quella già prevista per i docenti della scuola secondaria, per tutti coloro che avendone titolo, compresi i laureati in scienze della formazione primaria, aspirano all'immissione in ruolo. Queste soluzioni possono emergere solo dal confronto tra MIUR e Sindacati a partire dall'incontro che è stato fissato il prossimo 3 maggio.

Roma, 20 aprile 2018