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Furlan: basta personalismi, serve subito un governo di responsabilità

14.04.2018 18:59

Il quotidiano La Stampa pubblica, in data 14 aprile 2018, un'intervista di Roberto Giovannini alla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan; argomento, il difficile percorso per la formazione del nuovo Governo, di cui la Furlan sottolinea la necessità per sostenere efficacemente i segnali di ripresa, indicando fra le priorità la drammatica emergenza lavoro e la necessità di un ruolo forte dell'Italia in Europa, in un contesto di preoccupanti tensioni internazionali.

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, Mattarella dice che è urgente un governo. Voi come la pensate?
“Il Presidente della Repubblica ha perfettamente ragione. Al Paese serve un governo, all’Europa serve che l’Italia si dia un governo. Occorrono risposte Per gli italiani e le italiane, che con il loro voto hanno espresso bisogni importanti. Negli ultimi 18 mesi tanti coefficienti economici sono passati dal segno meno al segno più, ma non basta per risolvere i problemi. Quindi c’è bisogno di un governo che attraverso una giusta politica industriale sorregga la crescita, e faccia sì che arrivino risultati in termini di occupazione. Un governo che possa esprimere con autorevolezza la propria posizione in Europa, a maggior ragione in questo momento così delicato, con i rischi di guerra in Medio Oriente. Dunque fa bene il Presidente della Repubblica a richiamare con forza la responsabilità dei partiti perché venga dato un governo all’Italia”.
Cosa non facile, dopo una campagna elettorale di dura contrapposizione…
“C’è molto individualismo e molta personalizzazione, ma servirebbe piuttosto capacità di mediazione. Una globalizzazione completamente deregolata ha cambiato gli equilibri economici e di potere: ci sono paesi un tempo poverissimi che sono ‘emersi’, ma l’Europa e l’Italia hanno subito l’impatto delle delocalizzazioni e di una stagnazione salariale che ci ha impoverito e aggravato la disoccupazione. Abbiamo i primi segnali positivi di crescita; per questo serve un governo che metta al centro della sua azione il lavoro. Che investa sui fattori che creano sviluppo, come infrastrutture, digitalizzazione e ricerca. Che punti a sanare il divario tra un Nord e un Sud divisi nel voto, ma anche nella competitività e nelle opportunità di impiego. Ci vuole un governo di responsabilità, che dia certezze, che indichi un disegno strategico per la produzione e per il lavoro, che riduca la forbice che si è allargata tra ricchi e poveri. Che riunifichi il Paese, che solo intero può davvero uscire dalla crisi”.
Ma come si fa? I programmi elettorali erano molto distanti.
“Questa campagna elettorale è stata fra le peggiori di sempre, anche in termini di scontro e di linguaggio tra i partiti. Ma c’è un bene comune che si chiama Italia. E credo che all’appello del bene comune nessun partito si possa sottrarre. E c’è l’Europa: come ci poniamo? Di fronte a chi avversa l’Ue e a chi si dice agnostico, io dico che l’Italia si deve caratterizzare nettamente come paese europeista, per incidere in sede europea. Come vogliamo intervenire sullo statuto economico europeo, come deve cambiare il fiscal compact? Cosa deve fare l’Europa per incidere sulla crescita e sull’occupazione? Dobbiamo esserci per decidere”.
Dunque, auspicate un “governo del presidente” con la partecipazione di tutti i partiti?
“Io mi auguro un governo che metta al centro il lavoro e il benessere dei cittadini, il ruolo dell’Italia in Europa, che rafforzi l’Europa come fattore di mediazione e di pace. Il resto è solo personalismo che non aiuta nessuno”.
Ma di questo esecutivo devono farne parte anche i partiti usciti sconfitti dalle urne?
“Deciderà il Presidente della Repubblica, lui indicherà la strada. L’importante è che nella politica emerga responsabilità e generosità, per dare forza a proposte serie, concrete e percorribili. E sarebbe bene che la politica guardasse a un rapporto diverso con le parti sociali. Un paese che vuole crescere e creare lavoro ha bisogno anche di un rapporto forte con le parti sociali”.