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Reclutamento, sui precari un buon passo in avanti

16.03.2017 11:11

C’è molto di quanto andavamo chiedendo da tempo nel parere espresso dalla 7ª Commissione del Senato sullo schema di decreto riguardante il reclutamento dei docenti. Non tutte le nostre richieste trovano pieno riscontro, ma per quanto riguarda le procedure che dovranno caratterizzare la fase transitoria, di passaggio verso il nuovo sistema del corso-concorso, si presta finalmente la giusta attenzione a tante situazioni di precarietà per le quali si danno concrete prospettive di stabilizzazione. In particolare per gli abilitati si costituirà una nuova graduatoria, da cui attingere per le assunzioni in ruolo una volta esaurite le GAE e le graduatorie concorsuali; per chi, pur avendo lavorato un triennio, non è abilitato, si prevedono specifiche procedure riservate di reclutamento.
Finalmente un giusto riconoscimento del lavoro svolto, del suo valore e della sua utilità; troppo spesso si dimentica che è anche grazie al lavoro di tanti precari se la scuola ogni anno può rendere regolarmente il suo servizio. Soprattutto si evita che il limite dei 36 mesi per i contratto a tempo determinato produca gli effetti perversi che abbiamo più volte denunciato, facendo pagare al lavoratore i costi per l’abuso di lavoro precario.
Diamo atto ai parlamentari della Commissione di avere affrontato nel merito una questione complessa prestando ascolto e attenzione al contributo di chi, come il sindacato, ne conosce in modo approfondito per diretta esperienza aspetti e dinamiche, evitando approcci di tipo ideologico che in passato - e anche di recente - hanno finito per complicare i problemi anziché risolverli. Gli esempi potrebbero essere tantissimi. Non c’è dubbio che delineare percorsi attraverso i quali possa essere valorizzata l’esperienza lavorativa è l’unica strada per evitare che la questione sia affidata al contenzioso e alle sentenze dei tribunali.
Purtroppo le soluzioni individuate, per come è stata impostata la legge 107 da cui promana la delega esercitata, riguardano solo la scuola secondaria; un limite che abbiamo da subito denunciato e che in questa specifica circostanza può tradursi in una palese discriminazione, alla quale si dovrà porre assolutamente rimedio.

Roma, 16 marzo 2017

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola